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Visualizzazione dei post con l'etichetta Semplificazione

Rivoluzionare la PA

di Michele Silletti ( @MicheleSilletti )   La parola “burocrazia” è un termine associato, in maniera ormai insanabile, ad una valutazione negativa. Il motivo di questa delegittimazione deriva da fattori storici e sociali abbastanza consolidati, per quanto basata su percezioni che non sono sempre rispondenti al vero.  Uno degli studi più recenti sul fenomeno è stato pubblicato pochi mesi fa da The European House – Ambrosetti . E’ una ricerca che consiglio di leggere, non solo a chi lavora all’interno della Pubblica Amministrazione (il 5 % della popolazione italiana, circa) per quanto alcune valutazioni e soluzioni potrebbero sembrare non condivisibili. Perché l’argomento è interessante? Perché lo strumento di funzionamento dello Stato (ecco, una definizione appropriata di burocrazia) può avere un’incidenza elevatissima sulla crescita , sul rilancio dell’economia italiana . Spesso mi ritrovo a sottolineare il valore del patrimonio informativo della PA, conseguenza diret...

La variabile "digitalizzazione"

di Michele Silletti ( @MicheleSilletti ) Chi lavora nell’ambito di una Pubblica Amministrazione ha il privilegio di osservare il rapporto tra Stato e Cittadino in un’ottica più ampia, può meglio comprendere la logica di “interesse collettivo” ma anche constatare i limiti od ostacoli che questo interesse può frapporre all’iniziativa individuale o al diritto del singolo. I due interessi possono essere spesso contrapposti, soprattutto in ordinamenti giuridici, come quello italiano, in cui la Pubblica Amministrazione è soggetta ad un diritto speciale, quello “amministrativo” che cerca di delineare i confini di una superiorità dell’interesse pubblico su quello privato. Gli ordinamenti giuridici, si sa, sono il frutto di accadimenti, tradizioni, culture differenti. L’analisi di questi elementi è alquanto affascinante, un insieme di storia, filosofia, dottrine di varia natura. Tutto questo oggi viene messo in seria discussione da una variabile che sta scompigliando un po’ tutte le dis...

Gestire il caos nella rivoluzione digitale

di Michele Silletti ( @MicheleSilletti ) Nel confronto quotidiano con qualunque interlocutore il caos è ritenuto la condizione lavorativa, ma anche esistenziale, più frequentemente in essere. Questo a prescindere dalla tipologia di interlocutore: creativi, umanisti, informatici, scienziati, logici, razionali, ottimisti o pessimisti, manager o impiegati che siano. E’ una condizione trasversale, democratica. In #aroom abbiamo parlato spesso di semplificazione ,  appunti e valore del tempo, ponendo l’accento su quello che siamo costretti a fare con una risorsa sempre più limitata che è, appunto, il tempo a disposizione.  Opera di  Grazia Salierno Il caos invece ci descrive “come” siamo costretti a fare, gestire, le nostre attività. Qualche anno fa leggevo Get things done di David Allen , un saggio sull’organizzazione delle attività basato sulle strategie teorizzate da Henry Mintzberg, scritto in un momento storico di svolta nelle logiche di funzion...

Data-driven

di Michele Silletti  @ MicheleSilletti Un vento nuovo sta soffiando anche nel mondo, apparentemente freddo e sterile, dei dati. Probabilmente non è percepibile in maniera molto evidente, è un mondo di ricercatori, studiosi solitari, visionari un po' folli, il mondo d i chi cerca significati nei numeri, cerca relazioni, studia, simula, testa. Di chi ambisce, addirittura, a predire il futuro. E' il mondo dei numeri, della misurazione dei fenomeni, come introducevo qualche settimana fa con il mio post  numbers . La Statistica, un mondo strano. Ma il vento sta cambiando. Dapprima sono iniziati a girare dei nomi sempre più intriganti: data miner, data scientist . Un’aureola di magia attribuita, però, sempre al singolo, allo studioso solitario, al visionario un po' folle. Ma anche questo confine, questo limite della condanna alla solitudine, sta lentamente crollando. Oggi si parla di società, organizzazioni, pubbliche amministrazioni “data-driven” .   Finalmente. L’ana...

La persona al centro

( @michelesilletti ) Riemergo dalla convention annuale dell'Associazione " Ecosistema Camerale ", di cui sono cofondatore e consigliere, incentrata sull'evoluzione di una community. La community può essere intesa quale strumento di una associazione, di una specifica organizzazione, della Pubblica Amministrazione o della società, più in generale. Certo, caratteristiche, numeri, complessità diverse, ma anche tante logiche e regole "evolutive" comuni. Queste riflessioni derivano, ovviamente, dal mio vissuto personale e professionale, dal confronto continuo con persone che stimolano la mia propensione all'ascolto, alla archiviazione delle informazioni e successiva rielaborazione con logiche di analisi, ricerca di correlazione e deduzione, figlia della mia formazione scientifica. Una deformazione professionale, potrei chiamarla. Sta succedendo di tutto, in ogni forma di community di cui facciamo parte, ad una velocità inimmaginabile: siamo artefici, ...

Semplificare: il valore del tempo

di Michele Silletti  ( @MicheleSilletti ) Ne sentiamo parlare spesso, noi digitalizzatori, noi che lavoriamo quotidianamente con processi nati nell'era analogica e (quasi) mai realmente riprogettati in digitale, piuttosto camuffati, magari con una bella scansione ottica. Ma la digitalizzazione dei processi è un'altra cosa, la ritengo una chiave di volta, una evoluzione strategica e necessaria per un reale incremento della produttività di qualunque organizzazione, pubblica o privata. Seguiamo il  fil rouge . Digitalizzare i processi nella Pubblica Amministrazione significa acquisire informazioni, tramite procedimenti amministrativi, che diventano patrimonio informativo della PA, e quindi di tutti noi. Il patrimonio informativo è un valore, è ricchezza. Un patrimonio informativo digitalizzato è ricchezza disponibile, fruibile, collegabile, integrabile con altri patrimoni informativi. I valori più facilmente percepibili da questa società dell'informazione sono diversi...

I numeri sono importanti!

di Michele Silletti ( @MicheleSilletti ) Una trentina di anni fa questa affermazione, riferita alle "parole", ha lasciato un segno importante nella cinematografia italiana e nel modo di parlare; un invito a porre attenzione e utilizzare adeguatamente la ricchezza della nostra lingua. Da statistico, appassionato di ricerca e analisi ho voluto riutilizzarne il significato. Forest of numbers di Emmanuelle Moureaux (fonte: https://www.domusweb.it/it/notizie/2017/02/09/forest_of_numbers.html) Evito di partire dagli inizi e quindi non dirò, di certo " Il calcolo accurato è la porta d'accesso alla conoscenza di tutte le cose e agli oscuri misteri"  [il papiro di Rhind],   ma la sostanza è quella.  Vivendo l'era di internet, dell'accesso a infinite fonti informative, il faro va acceso sulla qualità e attendibilità delle fonti. Da alcuni anni si è sviluppato un acceso dibattito "social" (ma non solo) sulle fake-news; certo, parliamo di co...