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Visualizzazione dei post con l'etichetta innovazione sociale

Il futuro non aspettò. Riflessioni sullo smart working

di Michele Silletti ( @MicheleSilletti ) Quando si è nel mezzo di una tempesta, gli ottimisti cercano con lo sguardo la via d’uscita, gli altri si aggrappano per non essere spazzati via, magari anche guardandosi indietro, rimpiangendo la calma precedente. Nel pieno del “lockdown” lo sguardo è ovviamente già sul dopo, su quello che l’emergenza Covid-19 avrà lasciato, sul come ripartire, sul cosa prendere di buono da questa esperienza vissuta. L’emergenza ha avuto un impatto inevitabile sulla vita quotidiana, spazzando via certezze e abitudini, costringendoci a modificare, nostro malgrado, stile di vita e quindi di lavoro. In pochi giorni nazioni intere si sono dovute organizzare per svolgere le proprie attività in una modalità diversa. E’ inutile parlare di lavoro agile o smart working (o di smart schooling) e di arrotolarsi sulla definizione più corretta, forse, di telelavoro forzato; sembrerebbe un esercizio di stile su una situazione che tutti, auspichiamo, duri il minor te...

Rivoluzionare la PA

di Michele Silletti ( @MicheleSilletti )   La parola “burocrazia” è un termine associato, in maniera ormai insanabile, ad una valutazione negativa. Il motivo di questa delegittimazione deriva da fattori storici e sociali abbastanza consolidati, per quanto basata su percezioni che non sono sempre rispondenti al vero.  Uno degli studi più recenti sul fenomeno è stato pubblicato pochi mesi fa da The European House – Ambrosetti . E’ una ricerca che consiglio di leggere, non solo a chi lavora all’interno della Pubblica Amministrazione (il 5 % della popolazione italiana, circa) per quanto alcune valutazioni e soluzioni potrebbero sembrare non condivisibili. Perché l’argomento è interessante? Perché lo strumento di funzionamento dello Stato (ecco, una definizione appropriata di burocrazia) può avere un’incidenza elevatissima sulla crescita , sul rilancio dell’economia italiana . Spesso mi ritrovo a sottolineare il valore del patrimonio informativo della PA, conseguenza diret...

Better Statistics Better Decisions

di Michele Silletti ( @MicheleSilletti )   Better Statistics Better Decisions non è, come potrebbe sembrare, un facile slogan promozionale, ma una vera e propria strategia nazionale per l'incremento del beneficio comune derivante dall'utilizzo del patrimonio informativo, adottata dall' ONS - Office for National Statistics - del Regno Unito. Questa rivoluzione nell'apparato statistico britannico ha portato alla riorganizzazione delle metodologie e tipologie di rilevazioni, fino alla nascita del Data Science Campus e di un vero e proprio Big Data Team. Peter Fullerton , Vice Direttore per la pianificazione e le risorse dell'ONS, ha raccontato questo progetto su Apolitical ( http://apolitical.co): costituzione di un  Big Data team, realizzazione del Data Science Campus , lancio di 3 master specialistici e successiva gestione di 12 progetti di ricerca scientifica a breve termine; dopo due anni di vita il team conta ormai 65 persone provenienti dal mondo accadem...

Digital Transformation & (open)data

di Michele Silletti ( @MicheleSilletti ) Di digitalizzazione dei processi e dei dati se ne parla ormai continuamente e più volte, anche in questo blog, abbiamo affrontato le particolarità della digitalizzazione del patrimonio informativo pubblico. È vero però che la “digital transformation” è un processo in atto da diversi decenni, una evoluzione guidata dalla tecnologia e, nel mondo pubblico, da finalità varie che vanno dalla disponibilità e accessibilità dell’informazione, allo svolgimento di compiti istituzionali, al controllo e, genericamente, al funzionamento della macchina amministrativa dello Stato. I due mondi pubblico-privato, che probabilmente sono meno contrapposti di quanto si è abituati a pensare, stanno perseguendo entrambi un tornaconto di tipo economico: digitalizzare crea valore e riduce o elimina processi manuali, lunghi e costosi. La digitalizzazione, infatti, crea informazioni, crea valore; ho scritto qualche settimana fa del “ valore del dato e la trasfor...

Il valore del dato e la trasformazione digitale

di Michele Silletti ( @MicheleSilletti ) Qualche anno fa Ann Winblad, la donna che ha costruito la Silicon Valley, una leggenda vivente nell'ecosistema delle startup dell’Information Technology, ritenuta una delle persone più influenti al mondo in questo settore, alla domanda di una giornalista su quale sarebbe stata la prossima grande innovazione ha risposto affermando che “ data is the new oil ”. I dati, l’informazione come materia prima, bene dal valore assoluto. Questa affermazione viene continuamente riproposta, sia che si parli dell’aspetto tecnologico, della digitalizzazione dei processi o dell’utilizzo dei dati tramite sistemi di intelligenza artificiale, o addirittura allargandoci a considerazioni economiche o politiche, la conoscenza dei dati, delle informazioni è un patrimonio enorme. La percezione del valore di questa nuova forma di ricchezza tra gli studiosi è un dato di fatto da diversi decenni, potremmo dire addirittura dal secolo scorso. Ma negli ultimi ...

Gestire il caos nella rivoluzione digitale

di Michele Silletti ( @MicheleSilletti ) Nel confronto quotidiano con qualunque interlocutore il caos è ritenuto la condizione lavorativa, ma anche esistenziale, più frequentemente in essere. Questo a prescindere dalla tipologia di interlocutore: creativi, umanisti, informatici, scienziati, logici, razionali, ottimisti o pessimisti, manager o impiegati che siano. E’ una condizione trasversale, democratica. In #aroom abbiamo parlato spesso di semplificazione ,  appunti e valore del tempo, ponendo l’accento su quello che siamo costretti a fare con una risorsa sempre più limitata che è, appunto, il tempo a disposizione.  Opera di  Grazia Salierno Il caos invece ci descrive “come” siamo costretti a fare, gestire, le nostre attività. Qualche anno fa leggevo Get things done di David Allen , un saggio sull’organizzazione delle attività basato sulle strategie teorizzate da Henry Mintzberg, scritto in un momento storico di svolta nelle logiche di funzion...

Data-driven

di Michele Silletti  @ MicheleSilletti Un vento nuovo sta soffiando anche nel mondo, apparentemente freddo e sterile, dei dati. Probabilmente non è percepibile in maniera molto evidente, è un mondo di ricercatori, studiosi solitari, visionari un po' folli, il mondo d i chi cerca significati nei numeri, cerca relazioni, studia, simula, testa. Di chi ambisce, addirittura, a predire il futuro. E' il mondo dei numeri, della misurazione dei fenomeni, come introducevo qualche settimana fa con il mio post  numbers . La Statistica, un mondo strano. Ma il vento sta cambiando. Dapprima sono iniziati a girare dei nomi sempre più intriganti: data miner, data scientist . Un’aureola di magia attribuita, però, sempre al singolo, allo studioso solitario, al visionario un po' folle. Ma anche questo confine, questo limite della condanna alla solitudine, sta lentamente crollando. Oggi si parla di società, organizzazioni, pubbliche amministrazioni “data-driven” .   Finalmente. L’ana...

Intelligenza Artificiale, Rivoluzioni ed Evoluzioni

di Michele Silletti  ( @michelesilletti ) E’ dappertutto. Potrebbe essere definita “cervello delle macchine” e se alle macchine iniziamo a dare delle sembianze umane ecco che ci ritroviamo catapultati in un film di fantascienza di fine anni ’70. Ma la realtà ha, invece, un risvolto molto più pratico. Aiutare o addirittura sostituire l’uomo nei lavori più gravosi, in quelli più difficili, in quelli più pesanti o in quelli più precisi. La diffusione e crescita dell’utilizzo di “macchine” è un fenomeno ormai diffuso, costante e inesorabile, con un incremento del 12% annuale e previsioni del +14%. Questa, quindi, è una evoluzione abbastanza naturale, spontanea e attesa. L’automazione dei processi produttivi, il passaggio alla IV rivoluzione industriale, non poteva che andare nella direzione di macchine, pur sempre guidate o progettate dall’uomo, con una “capacità di analisi” (e non spaventi questa possibilità) derivante da un utilizzo sempre più “attivo” delle infor...

Numbers: misuriamo la percezione

di Michele Silletti ( @michelesilletti ) Torno a parlare di numeri, cercando di approfondire un tema già toccato qualche settimana fa con " I numeri sono importanti! " Viviamo nell'era del bombardamento informativo, piovono notizie da decine di media, su ogni device, ma, non contenti, ne cerchiamo sempre di più. In un caos che rischia di diventare ossessione, cerco di fare un esercizio semplice ma fondamentale. Misurare. Nel mondo della ricerca scientifica la misurazione è un momento essenziale, quasi il momento della verità. Certo, ci sono diversi aspetti metodologici da considerare, soprattutto quando, per una questione di tempo e di economia, non si può misurare l'intero universo di riferimento ma bisogna concentrarsi su una parte del tutto (se volete  approfondire, partite da una semplice ricerca su Wikipedia) . Ma poter quantificare un fenomeno è un momento di riflessione fondamentale, in ogni ambito. Proviamo a fare qualche esempio? Partiamo da sensazio...

A Room #0

di Francesca Sanesi  “ E così, per gradi, veniva accesa – a metà lungo la spina dorsale, in un punto che è la sede dell’anima – non quella piccola e violenta luce elettrica che chiamiamo conversazione brillante quando la vediamo apparire e scomparire all’improvviso sulle nostre labbra, ma quel bagliore più profondo, impercettibile e sotterraneo, quella fiamma dal colore giallo intenso che è lo scambio razionale. Senza nessun bisogno di affrettarsi. Nessun bisogno di mandare scintille. Nessun bisogno di essere altri che se stessi ”. È il primo capitolo di “A room of one’s own”, lo splendido saggio nel quale Virginia Woolf affronta il tema della libertà intellettuale e smonta il predominio del linguaggio patriarcale, nella letteratura e nella società. È un testo che mi ha ispirato sin dalle prime pagine lette, trent'anni fa, e ora spesso ci torno su, non solo per la mia tendenza a rifiutare i bias, fra cui quelli di genere, e a pretendere indipendenza economica e di pensier...