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Gli “storici del presente” e la visione “storica” del futuro

di Francesca Sanesi La senatrice a vita Liliana Segre, lo storico Andrea Giardina e lo scrittore Andrea Camilleri  hanno lanciato un appello per ridare dignità e rilievo all’insegnamento della storia nella scuola e per favorire la ricerca storica nelle università. L’iniziativa ha avuto immediata risonanza, soprattutto in coincidenza con la ricorrenza del 25 aprile. Risonanza che non dovrebbe scemare, come mi pare, invece, sempre più spesso ormai accada per tutto quanto - come questo appello - necessiti riflessione e costanza e non like da pulsione elementare. Il breve ma incisivo manifesto, disponibile alla sottoscrizione pubblica, contiene, infatti, passaggi molto significativi e degni di discussione. Ad esempio questo: “ I pericoli sono sotto gli occhi di tutti: si negano fatti ampiamente documentati; si costruiscono fantasiose contro-storie; si resuscitano ideologie funeste in nome della deideologizzazione. Ciò nonostante, queste stesse distorsioni celano un bisog...

Digital Transformation & (open)data

di Michele Silletti ( @MicheleSilletti ) Di digitalizzazione dei processi e dei dati se ne parla ormai continuamente e più volte, anche in questo blog, abbiamo affrontato le particolarità della digitalizzazione del patrimonio informativo pubblico. È vero però che la “digital transformation” è un processo in atto da diversi decenni, una evoluzione guidata dalla tecnologia e, nel mondo pubblico, da finalità varie che vanno dalla disponibilità e accessibilità dell’informazione, allo svolgimento di compiti istituzionali, al controllo e, genericamente, al funzionamento della macchina amministrativa dello Stato. I due mondi pubblico-privato, che probabilmente sono meno contrapposti di quanto si è abituati a pensare, stanno perseguendo entrambi un tornaconto di tipo economico: digitalizzare crea valore e riduce o elimina processi manuali, lunghi e costosi. La digitalizzazione, infatti, crea informazioni, crea valore; ho scritto qualche settimana fa del “ valore del dato e la trasfor...

Il valore del dato e la trasformazione digitale

di Michele Silletti ( @MicheleSilletti ) Qualche anno fa Ann Winblad, la donna che ha costruito la Silicon Valley, una leggenda vivente nell'ecosistema delle startup dell’Information Technology, ritenuta una delle persone più influenti al mondo in questo settore, alla domanda di una giornalista su quale sarebbe stata la prossima grande innovazione ha risposto affermando che “ data is the new oil ”. I dati, l’informazione come materia prima, bene dal valore assoluto. Questa affermazione viene continuamente riproposta, sia che si parli dell’aspetto tecnologico, della digitalizzazione dei processi o dell’utilizzo dei dati tramite sistemi di intelligenza artificiale, o addirittura allargandoci a considerazioni economiche o politiche, la conoscenza dei dati, delle informazioni è un patrimonio enorme. La percezione del valore di questa nuova forma di ricchezza tra gli studiosi è un dato di fatto da diversi decenni, potremmo dire addirittura dal secolo scorso. Ma negli ultimi ...

Ideale e role model: storia di Malala, storia di Viviana

di Francesca Sanesi Qualche giorno fa era a Taranto, ospitata dalla Camera di commercio per cui lavoro, su iniziativa del locale Liceo Battaglini, la giornalista del Corriere della Sera Viviana Mazza. Era stata invitata per parlare del suo primo libro “ Storia di Malala ” ad una platea di studenti, studentesse e insegnanti. Quasi tutti conoscono Malala Yousafzai , giovane pakistana, “Premio Sakharov per la libertà di pensiero” nel 2013 e “Premio Nobel per la Pace” nel 2014, che da bambina ha pagato a carissimo prezzo la libera espressione della sua intelligenza: durante l’occupazione talebana del Pakistan ha aperto un famosissimo blog per la BBC per parlare del regime e, fra le altre cose, dell’importanza dell’istruzione, negata in quel periodo per editto. Quando poi i talebani sono andati via, un uomo ha provato ad ucciderla per punirla di quella scandalosa fama, ma lei, dall’Inghilterra dove i genitori l’avevano portata per curarla e difenderla, è rinata. Oggi è un simbolo, m...

La variabile "digitalizzazione"

di Michele Silletti ( @MicheleSilletti ) Chi lavora nell’ambito di una Pubblica Amministrazione ha il privilegio di osservare il rapporto tra Stato e Cittadino in un’ottica più ampia, può meglio comprendere la logica di “interesse collettivo” ma anche constatare i limiti od ostacoli che questo interesse può frapporre all’iniziativa individuale o al diritto del singolo. I due interessi possono essere spesso contrapposti, soprattutto in ordinamenti giuridici, come quello italiano, in cui la Pubblica Amministrazione è soggetta ad un diritto speciale, quello “amministrativo” che cerca di delineare i confini di una superiorità dell’interesse pubblico su quello privato. Gli ordinamenti giuridici, si sa, sono il frutto di accadimenti, tradizioni, culture differenti. L’analisi di questi elementi è alquanto affascinante, un insieme di storia, filosofia, dottrine di varia natura. Tutto questo oggi viene messo in seria discussione da una variabile che sta scompigliando un po’ tutte le dis...

La storia non ci lascerà in pace

di Francesca Sanesi In un articolo del 3 luglio 2018, intitolato “ In difesa della storia ”, Luca De Biase argomenta in modo straordinario quanto “in questo presente tanto presente” una apologia della storia sia più che mai necessaria. Suggerisco di leggerlo a chi sia sfuggito, perché è raro oggi, fuori dagli ambiti accademici, sentir parlare di Marc Bloch e riportare alla luce le splendide e moderne intuizioni dello storico francese, fondatore nel 1929, insieme a Lucien Febvre, delle Annales d’historie économique et social , membro della Resistenza, arrestato, torturato e fucilato dai nazisti nel 1944. Almeno io, che ho lasciato l’Università con una laurea in Storia contemporanea un paio di decenni fa, avevo perso le tracce di ogni richiamo non solo all’opera complessiva di Bloch e alla sua influenza sul metodo storico, ma anche a quel libretto “Apologie pour l'histoire ou Métier d'historien” pubblicato postumo e incompleto dall’amico Febvre (io ne ho letto l’edizio...

Nesso di causalità

di Michele Silletti ( @MicheleSilletti ) Ho rincorso vanamente la possibilità di raccogliere con la logica tutti i punti, gli articoli, i titoli, gli argomenti che quotidianamente evidenziamo, per lavoro ma non solo, direi per “vita” o per modo d’essere. Ma l’avevamo detto in apertura di questo nostro blog che ci poniamo sempre più domande rispetto alle risposte che otterremo.  Parlerò della “mia” scienza, la statistica, come strumento delle altre scienze, delle evoluzioni che sta attraversando e dei collegamenti alla vita e agli oggetti di ogni giorno. Scienza strumento di altre scienze, quindi. Ciascuna con storie che nascono con l’uomo stesso, distinte ma collegate, a volte dipendenti o addirittura derivate. Ad inizio del secolo scorso, nel grembo dei Circoli di Vienna e di Berlino, nacque addirittura una filosofia della scienza con l’empirismo logico, in un momento in cui la relatività e la meccanica dei quanti avevano messo in crisi una funzione che all’uomo è sempre appar...