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Responsabilità di cura e gender gap: sul lavoro femminile entriamo nel XXI secolo!

di Francesca Sanesi I dati suggeriscono che il divario di genere aumenta quando le donne hanno a casa bambini piccoli. È una delle conclusioni del Sustainable Development Goals Report 2019 con riguardo agli avanzamenti dell’obiettivo 5 di Agenda 2030 nel Mondo. In Italia, secondo la Rilevazione sulle forze di lavoro di Istat, il tasso di occupazione delle donne madri di 25-49 anni con figli da 0 a 2 anni arretra fra il 2008 e il 2018 dal 54,9 per cento al 53,1 per cento, dal 61,2 per cento al 55,3 per cento per le madri sole (per inciso, dal 35,6 per cento al 33,7 per cento nel Mezzogiorno). Se è vero che il mercato del lavoro è complessivamente in crisi - e, sempre per inciso, nel periodo 2008 – 2018 si è ampliato il divario territoriale, per cui il saldo degli occupati al Sud è negativo (-4,0 per cento sempre secondo Istat) -, la questione femminile su accennata lascia perplessi e deve continuare ad allarmare . Il Parlamento Europeo elegge von der Leyen Presidente del...

Idee di progresso

di Michele Silletti ( @MicheleSilletti ) Quando si parla di open data e digital transformation si ha la forte sensazione di trattare argomenti molto teorici e di difficile collocazione in un contesto reale, utile per il comune cittadino. Nella realizzazione di un servizio, pubblico o privato che sia, e nella relativa comunicazione di presentazione e diffusione, queste caratteristiche sono essenziali per superare quella percezione di fenomeni di nicchia, momentanei e poco utili. Semplicità ed efficacia sono caratteristiche fondamentali per fare breccia nella nostra società “mordi e fuggi”. Dietro un’interfaccia grafica di un’app o di un sito web ci saranno finalità, dettagli di progettazione complessi e frutto di un notevole approfondimento, tematiche sociali e culturali, ma il risultato, il servizio esposto all’utente deve essere semplice ed efficace. Le condizioni per ottenere questi risultati ci sono tutte in questi due pilastri dell’evoluzione dei servizi: la digital t...

Gli “storici del presente” e la visione “storica” del futuro

di Francesca Sanesi La senatrice a vita Liliana Segre, lo storico Andrea Giardina e lo scrittore Andrea Camilleri  hanno lanciato un appello per ridare dignità e rilievo all’insegnamento della storia nella scuola e per favorire la ricerca storica nelle università. L’iniziativa ha avuto immediata risonanza, soprattutto in coincidenza con la ricorrenza del 25 aprile. Risonanza che non dovrebbe scemare, come mi pare, invece, sempre più spesso ormai accada per tutto quanto - come questo appello - necessiti riflessione e costanza e non like da pulsione elementare. Il breve ma incisivo manifesto, disponibile alla sottoscrizione pubblica, contiene, infatti, passaggi molto significativi e degni di discussione. Ad esempio questo: “ I pericoli sono sotto gli occhi di tutti: si negano fatti ampiamente documentati; si costruiscono fantasiose contro-storie; si resuscitano ideologie funeste in nome della deideologizzazione. Ciò nonostante, queste stesse distorsioni celano un bisog...

Digital Transformation & (open)data

di Michele Silletti ( @MicheleSilletti ) Di digitalizzazione dei processi e dei dati se ne parla ormai continuamente e più volte, anche in questo blog, abbiamo affrontato le particolarità della digitalizzazione del patrimonio informativo pubblico. È vero però che la “digital transformation” è un processo in atto da diversi decenni, una evoluzione guidata dalla tecnologia e, nel mondo pubblico, da finalità varie che vanno dalla disponibilità e accessibilità dell’informazione, allo svolgimento di compiti istituzionali, al controllo e, genericamente, al funzionamento della macchina amministrativa dello Stato. I due mondi pubblico-privato, che probabilmente sono meno contrapposti di quanto si è abituati a pensare, stanno perseguendo entrambi un tornaconto di tipo economico: digitalizzare crea valore e riduce o elimina processi manuali, lunghi e costosi. La digitalizzazione, infatti, crea informazioni, crea valore; ho scritto qualche settimana fa del “ valore del dato e la trasfor...

Il valore del dato e la trasformazione digitale

di Michele Silletti ( @MicheleSilletti ) Qualche anno fa Ann Winblad, la donna che ha costruito la Silicon Valley, una leggenda vivente nell'ecosistema delle startup dell’Information Technology, ritenuta una delle persone più influenti al mondo in questo settore, alla domanda di una giornalista su quale sarebbe stata la prossima grande innovazione ha risposto affermando che “ data is the new oil ”. I dati, l’informazione come materia prima, bene dal valore assoluto. Questa affermazione viene continuamente riproposta, sia che si parli dell’aspetto tecnologico, della digitalizzazione dei processi o dell’utilizzo dei dati tramite sistemi di intelligenza artificiale, o addirittura allargandoci a considerazioni economiche o politiche, la conoscenza dei dati, delle informazioni è un patrimonio enorme. La percezione del valore di questa nuova forma di ricchezza tra gli studiosi è un dato di fatto da diversi decenni, potremmo dire addirittura dal secolo scorso. Ma negli ultimi ...

Ideale e role model: storia di Malala, storia di Viviana

di Francesca Sanesi Qualche giorno fa era a Taranto, ospitata dalla Camera di commercio per cui lavoro, su iniziativa del locale Liceo Battaglini, la giornalista del Corriere della Sera Viviana Mazza. Era stata invitata per parlare del suo primo libro “ Storia di Malala ” ad una platea di studenti, studentesse e insegnanti. Quasi tutti conoscono Malala Yousafzai , giovane pakistana, “Premio Sakharov per la libertà di pensiero” nel 2013 e “Premio Nobel per la Pace” nel 2014, che da bambina ha pagato a carissimo prezzo la libera espressione della sua intelligenza: durante l’occupazione talebana del Pakistan ha aperto un famosissimo blog per la BBC per parlare del regime e, fra le altre cose, dell’importanza dell’istruzione, negata in quel periodo per editto. Quando poi i talebani sono andati via, un uomo ha provato ad ucciderla per punirla di quella scandalosa fama, ma lei, dall’Inghilterra dove i genitori l’avevano portata per curarla e difenderla, è rinata. Oggi è un simbolo, m...

La variabile "digitalizzazione"

di Michele Silletti ( @MicheleSilletti ) Chi lavora nell’ambito di una Pubblica Amministrazione ha il privilegio di osservare il rapporto tra Stato e Cittadino in un’ottica più ampia, può meglio comprendere la logica di “interesse collettivo” ma anche constatare i limiti od ostacoli che questo interesse può frapporre all’iniziativa individuale o al diritto del singolo. I due interessi possono essere spesso contrapposti, soprattutto in ordinamenti giuridici, come quello italiano, in cui la Pubblica Amministrazione è soggetta ad un diritto speciale, quello “amministrativo” che cerca di delineare i confini di una superiorità dell’interesse pubblico su quello privato. Gli ordinamenti giuridici, si sa, sono il frutto di accadimenti, tradizioni, culture differenti. L’analisi di questi elementi è alquanto affascinante, un insieme di storia, filosofia, dottrine di varia natura. Tutto questo oggi viene messo in seria discussione da una variabile che sta scompigliando un po’ tutte le dis...