Passa ai contenuti principali

Post

Conoscenza, coscienza, azione: la comunicazione pubblica per lo sviluppo sostenibile.

di Francesca Sanesi “ Per usare  le parole dello scrittore Amitav Ghosh nel libro La grande cecità: «La crisi climatica [è] anche una crisi della cultura, e pertanto dell’immaginazione». Io la definirei una crisi della capacità di credere. ” Così Jonathan Safran Foer, nelle prime pagine del suo “We are the Weather. Saving the Planet Begins at Breakfast” (2019), ci mette subito di fronte ad una sconcertante verità: sapere (che una crisi climatica è in atto) non comporta necessariamente credere (che abbia o avrà conseguenze reali) e, quindi, agire (per fare ciò che è necessario). Dice ancora Foer che “ nel 2018, pur sapendo più di quanto abbiamo mai saputo sull’origine umana dei mutamenti climatici, l’umanità ha prodotto più gas serra che mai […]. Esistono spiegazioni dettagliate […]. Ma la verità è tanto ovvia quanto cruda: non ce ne importa nulla. ” Sapere e credere non si incontrano, pertanto è difficile per ognuno di noi sentirsi pienamente responsabile del peso ...

Rivoluzionare la PA

di Michele Silletti ( @MicheleSilletti )   La parola “burocrazia” è un termine associato, in maniera ormai insanabile, ad una valutazione negativa. Il motivo di questa delegittimazione deriva da fattori storici e sociali abbastanza consolidati, per quanto basata su percezioni che non sono sempre rispondenti al vero.  Uno degli studi più recenti sul fenomeno è stato pubblicato pochi mesi fa da The European House – Ambrosetti . E’ una ricerca che consiglio di leggere, non solo a chi lavora all’interno della Pubblica Amministrazione (il 5 % della popolazione italiana, circa) per quanto alcune valutazioni e soluzioni potrebbero sembrare non condivisibili. Perché l’argomento è interessante? Perché lo strumento di funzionamento dello Stato (ecco, una definizione appropriata di burocrazia) può avere un’incidenza elevatissima sulla crescita , sul rilancio dell’economia italiana . Spesso mi ritrovo a sottolineare il valore del patrimonio informativo della PA, conseguenza diret...

Overshoot Day anticipato: come invertire la tendenza?

di Francesca Sanesi “ If the present growth trends in world population, industrialization, pollution, food production, and resource depletion continue unchanged, the limits to growth on this planet will be reached sometime within the next one hundred years. It is possible to alter these growth trends and to establish a condition of ecological and economic stability that is sustainable far into the future. ” È una delle conclusioni cui giungeva, nel 1972, il gruppo di ricercatori ( Donella H. Meadows, Dennis L. Meadows, Jorgen Randers William W. Behrens III ) del Massachusetts Institute of Technology che, per il Club di Roma, avevano scritto “ The limits to growth ”, libro che produsse subito un enorme dibattito - come gli autori auspicavano accadesse – ma anche moltissime, pesanti critiche.   Fra le altre cose, la possibilità che la Terra non fosse in grado di rigenerare le risorse sfruttate dal genere umano per le sue diverse necessità - e che, quindi, ci stessimo avvia...

Better Statistics Better Decisions

di Michele Silletti ( @MicheleSilletti )   Better Statistics Better Decisions non è, come potrebbe sembrare, un facile slogan promozionale, ma una vera e propria strategia nazionale per l'incremento del beneficio comune derivante dall'utilizzo del patrimonio informativo, adottata dall' ONS - Office for National Statistics - del Regno Unito. Questa rivoluzione nell'apparato statistico britannico ha portato alla riorganizzazione delle metodologie e tipologie di rilevazioni, fino alla nascita del Data Science Campus e di un vero e proprio Big Data Team. Peter Fullerton , Vice Direttore per la pianificazione e le risorse dell'ONS, ha raccontato questo progetto su Apolitical ( http://apolitical.co): costituzione di un  Big Data team, realizzazione del Data Science Campus , lancio di 3 master specialistici e successiva gestione di 12 progetti di ricerca scientifica a breve termine; dopo due anni di vita il team conta ormai 65 persone provenienti dal mondo accadem...

Responsabilità di cura e gender gap: sul lavoro femminile entriamo nel XXI secolo!

di Francesca Sanesi I dati suggeriscono che il divario di genere aumenta quando le donne hanno a casa bambini piccoli. È una delle conclusioni del Sustainable Development Goals Report 2019 con riguardo agli avanzamenti dell’obiettivo 5 di Agenda 2030 nel Mondo. In Italia, secondo la Rilevazione sulle forze di lavoro di Istat, il tasso di occupazione delle donne madri di 25-49 anni con figli da 0 a 2 anni arretra fra il 2008 e il 2018 dal 54,9 per cento al 53,1 per cento, dal 61,2 per cento al 55,3 per cento per le madri sole (per inciso, dal 35,6 per cento al 33,7 per cento nel Mezzogiorno). Se è vero che il mercato del lavoro è complessivamente in crisi - e, sempre per inciso, nel periodo 2008 – 2018 si è ampliato il divario territoriale, per cui il saldo degli occupati al Sud è negativo (-4,0 per cento sempre secondo Istat) -, la questione femminile su accennata lascia perplessi e deve continuare ad allarmare . Il Parlamento Europeo elegge von der Leyen Presidente del...

Idee di progresso

di Michele Silletti ( @MicheleSilletti ) Quando si parla di open data e digital transformation si ha la forte sensazione di trattare argomenti molto teorici e di difficile collocazione in un contesto reale, utile per il comune cittadino. Nella realizzazione di un servizio, pubblico o privato che sia, e nella relativa comunicazione di presentazione e diffusione, queste caratteristiche sono essenziali per superare quella percezione di fenomeni di nicchia, momentanei e poco utili. Semplicità ed efficacia sono caratteristiche fondamentali per fare breccia nella nostra società “mordi e fuggi”. Dietro un’interfaccia grafica di un’app o di un sito web ci saranno finalità, dettagli di progettazione complessi e frutto di un notevole approfondimento, tematiche sociali e culturali, ma il risultato, il servizio esposto all’utente deve essere semplice ed efficace. Le condizioni per ottenere questi risultati ci sono tutte in questi due pilastri dell’evoluzione dei servizi: la digital t...

Gli “storici del presente” e la visione “storica” del futuro

di Francesca Sanesi La senatrice a vita Liliana Segre, lo storico Andrea Giardina e lo scrittore Andrea Camilleri  hanno lanciato un appello per ridare dignità e rilievo all’insegnamento della storia nella scuola e per favorire la ricerca storica nelle università. L’iniziativa ha avuto immediata risonanza, soprattutto in coincidenza con la ricorrenza del 25 aprile. Risonanza che non dovrebbe scemare, come mi pare, invece, sempre più spesso ormai accada per tutto quanto - come questo appello - necessiti riflessione e costanza e non like da pulsione elementare. Il breve ma incisivo manifesto, disponibile alla sottoscrizione pubblica, contiene, infatti, passaggi molto significativi e degni di discussione. Ad esempio questo: “ I pericoli sono sotto gli occhi di tutti: si negano fatti ampiamente documentati; si costruiscono fantasiose contro-storie; si resuscitano ideologie funeste in nome della deideologizzazione. Ciò nonostante, queste stesse distorsioni celano un bisog...